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SULLA PELLE


Sulla pelle, brivido
sul tuo viso, sorriso
nel mio cuore, amore
Nei miei occhi, luce
su nel cielo, sole
nel tuo cuore, amore
Solo parole, forse
parole strane, anche
sospiri d'amore
Nei tuoi occhi, luce
su nel cielo, sole
nel mio cuore, amore,
Sulla pelle, brividi
nelle mani, sudore
ma nei cuori, palpiti
Parole sole, forse
sospiri d'amore
parole strane, certo
Due cuori, uniti
due mondi, sognanti
brividi, sulla pelle.

 

Poesia classificata al 2° posto nel Concorso

              

 

               L’addio

 

 

               Nella vita, difficilmente, si accetta una sconfitta, questa volta penso di averla cercata senza opporre resistenza.

Mi ero chiesto il motivo del suo comportamento, aveva cercato di nascondermi la verità, non avevo approfondito a sufficienza le motivazioni, le bugie costruivano un muro tra noi.

La vita continuava, la disperazione giornaliera aumentava, l’incomunicabilità tra noi diventava insuperabile. Lei, sempre più fredda, passava il tempo a rimuginare chissà cosa contro di me, io, impassibile, continuavo a remare contro, senza rendermi conto che il nostro rapporto aveva imboccato una via senza ritorno.

Avevamo, in qualche momento di distensione, cercato di chiarire la nostra posizione, senza mai giungere a conclusioni positive sul piano personale, ognuno aveva le sue responsabilità ma non faceva nulla per evitare una probabile rottura.

La ferita sanguinava e faceva soffrire in modo insopportabile ed io non ero più disposto a penare senza motivazioni.

Mangiando, guardavo nel piatto senza alzare lo sguardo sul suo volto teso, mi mancava la forza di reagire, il coraggio per affrontare un argomento scabroso.

Perché era successo e perché mi aveva mentito?

La spiegazione, anche troppo semplice, era lampante, ma non ammettevo errore, però volevo colpirla in ogni modo ma questo mio comportamento mi creava grande sofferenza. Avrei desiderato altro dalla vita, solo gioia e serenità, assurdo, ma nella mente l’idea sorrideva.

C’eravamo amati, con passione e desiderio, poi, negli anni, lentamente, tutto si era esaurito.

Più volte le avevo chiesto spiegazioni, mai una risposta esauriente.

Non uno spiraglio, nessuna apertura, solo porte sbarrate, ero un estraneo, senza colpa o volontà.

Un giorno, lei, senza una parola ed elegantemente vestita, era uscita in silenzio, senza rimpianti, non è più ritornata.

Tutto era stato cancellato con un colpo di spugna, come se non fossi mai esistito, ero stato eliminato definitivamente dalla sua vita.

Sono qui seduto su una seggiola, solo e disperato, cerco ancora tra me inutili spiegazioni, ma non ne trovo, lacrime amare solcano il mio viso, la barba lunga le frena senza placare il dolore che le procura.

Sono certo del mio errore ma non trovo la causa, scavo nel profondo del mio essere, la testa mi duole, è appesantita e incapace a continuare il lavoro intrapreso.

Mi allungo sul letto. Cado in un sonno profondo.

Domani sarà un altro giorno e forse il sole sorgerà ancora, anche per me.

Lettere di critica ricevute

E ho l’impressione, Roberto, che tu possa lasciarti andare e scrivere delle cose ottime se ascolterai la tua fonte di “immaginazione notevole”. Dunque spero di rileggerti. A presto!

 

Di idee ne hai da vendere e sono anche molto buone.

 

Stamattina ho letto il tuo racconto e l’ho trovato davvero bellissimo, non riuscivo a staccare gli occhi dal tuo scritto e quando è finito un po’ mi è dispiaciuto.    "Andrea"

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